COSÌ ABRUZZO E MOLISE SI METTONO A TAVOLA
CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE - Dicembre 2005
Quanto a radici ,da queste parti andate sul sicuro :la tradizione tiene bene,anche nelle case.Eppure,se c’ è una zona dove l’ enogastronomia sta facendo progressi è proprio quella intorno ad Abruzzo e Molise , a cui è dedicato il prossimo volume della Grande cucina regionale ( 6,90 euro,giovedì 29 con il Corriere Magazine ).<< Cerchiamo ancora di rispettare riti e stagioni>>,spiega Peppino Tinari,chef patron del Villa Maiella (Guardiagrele,Chieti Tel.0871/809319).Per intendersi,il filone più saldo è sempre quello agropastorale :ovini,caprini,cacciagione,formaggi.<<Però ci stiamo evolvendo>>.Come?<<cotture più leggere e miglioramento delle materie prime :il nostro olio extravergine,per dire ,è molto migliore di quello di dieci anni fa,lo zafferano è diventato un gioiello;il vino ha fatto un salto notevole>>.
Sintesi :<< Restiamo pastori ,ma con una certa cultura del territorio >>.Come quella che lui stesso sfodera nella Chitarrina al pomodoro fresco con erbette aromatiche,una della <<ricette d’ autore>> del libro.Buone anche nelle feste natalizie,chiaro.Ma il menù canonico d’Abruzzo per Natale,prevede altro : << Brodo col cardo,nato come zuppa povera e che nel tempo si è arricchito con pizze rustiche e polpettine .Poi,laganelle con un ragù di vitello ,cotto almeno tre ore in un tegame di terracotta.Cappone.E,per dolce,torrone con fichi e calcionetti ripieni>>.Di che?>>Noci,cioccolata,marmellata d’uva,ceci o castagne bollite,mosto cotto e bucia d’arancia grattugiata>>.Buona digestione.
E buon Natale.
