Cucina, in un libro lʼarte di Angela e Peppino Tinari
La tradizione abruzzese e lʼinnovazione nelle ricette degli chef del ristorante Villa Maiella di Guardiagrele
Il Centro sabato 14 febbraio 2009
Non è facile scovare Villa Maiella, il ristorante di Angela e Peppino Tinari .
Ma una volta trovato, poco fuori il centro di Guardiagrele, si capisce di che pasta è fatta
quella “storia dʼamore e di dedizione per il territorio”, che è il segreto di uno dei ristoranti,
o meglio, di una delle cucine, più interessanti della regione.
E allora, chi vuole può mettersi in viaggio lungo la collina pedemontana guardiese (lunedi
a Villa Maiella cʼè la festa del maiale , ore 20,00 , con ospite Vittorio Fusari di
Franciacorta), oppure può sfogliare le pagine del libro che i due chef abruzzesi hanno
dedicato al loro lavoro: “Angela e Peppino Tinari , I sapori della Maiella” (edizioni Gribaudo
€19,90) .
Una passione, quella per la cucina, nata da giovani: Peppino, figlio di ristoratori, ha
frequentato lʼIstituto Alberghiero, poi si è affinato nella trattoria di famiglia , seguito dai
genitori Ginetta e Arcangelo , e presso un grande maestro come Giovani Spaventa ,
per 25 anni chef dellʼHotel Cipriani di Venezia.
Angela . guardiese dʼorigine ma cresciuta nella Svizzera francese, ha sviluppato il talento
per la cucina dopo il matrimonio con Peppino , lavorando per tutti questi anni al suo fianco.
La formula dei Tinari è quella che coniuga la tradizione del territorio con unʼinterpretazione
che alleggerisce e innova i piatti e ne esalta lʼoriginalità e i sapori.
Il libro è costituito da due parti. Nella prima si racconta la storia di Villa Maiella e della
famiglia Tinari; nella seconda sono descritte una cinquantina di ricette: dai carciofi di
Cupello farciti con ricotta , alle pettole con ragù di ventricina ; dal pollo al vino cotto al
semifreddo al parrozzo.
Una particolarità: le ricette sono scritte in prima persona . Tinari dice “cuocio” e non
“cuocere” dice “verso” e non “versare” di ce “preparo” e non “preparare”.
Un modo schietto e diretto cha fa sembrare facile ciò che facile non deve essere.
