Villa Maiella
Rivista Meridiani - Abruzzo
E’ moderno nella filosofia,ma antico nel cuore.
E’ il Villa Maiella di Peppino Tinari,vulcanico chef-patron affiancato in cucina dalla moglie Angela:«io ho fatto la gavetta e sono diventato “grosso” grazie a operai e contadini che venivano qui a pranzo». Certo,adesso il suo ristornate-albergo,che offre 14 camere con vista sulla “montagna madre”,è un riferimento gastronomico in regione.Tanto che lui,con sei colleghi (Andrea Beccaceci del locale omonimo,Lanfranco Centofanti de L’Angelo di Abruzzo,Carlo De Sanctis de L’Angolino da Filippo,Antonello Moscardi di Elodia,Marcello Spadone di La Bandiera e Antonio Strammiello del Cafè Les Paillotes) ha costituito l’associazione Qualità Abruzzo,che raccoglie il meglio della ristorazione locale (www.qualitàbruzzo.it).
Diamo un occhio al menù dove.tra i primi,i lievi ravioli di burrata con zafferano di Navelli,gli spaghetti alla chitarra con asparagi e le pettole (pasta tipo maltagliati) alla ventricina vastese .Sarebbe già abbastanza,ma come rinunciare al controfiletto di agnello mollicato alla santoreggia?Vale il viaggio.Il resto lo fanno una cantina con 2.000 etichette e l’accoglienza di Peppino .A fine pasto,chiedere un dito di liquore alla genziana:quel gusto un po’ amaro di cose perdute vi scalderà…
(Ivo Franchi)
