Villa Maiella, il buon gusto alle pendici del massiccio
TUTTO TURISMO - Febbraio 2008
È quando Peppino non c’è, che manca qualcosa in sala. Non in cucina- lì Peppino Tinari è il re – ma in sala: perché lo chef di Villa Maiella (tra i migliori ristoranti d’Abruzzo) arriva quando ti siedi a tavola, ti consiglia, passa a un altro tavolo, ma poi ritorna.
Discreto, professionale e travolgente nella sua simpatia. Villa Maiella è il locale di famiglia.
L’avevano aperto, negli anni 60, mamma Ginetta e papà Arcangelo, come trattoria.
Peppino aveva 7 anni. Poi ha studiato, ha girato il mondo ed è tornato nel suo di mondo, a Guardiagrele, alle pendici della Maiella.
Il buon gusto alle pendici del massiccio
“voglio tenere fede alla cucina tradizionale della mia regione”, spiega Peppino, “ovviamente alleggerita e più moderna”. E intanto ha collezionato onori e riconoscimenti. Le sue regole
“ Chi mangia deve riconoscere subito quello che sta mettendo in bocca”. Due “La mia è una cucina che si cucina”. Come dire, si studia, si prova, si assaggia, si mette nel menu. E
ancora: “Tutto si fa in casa” o “mi piace avere un rapporto diretto con i fornitori. Devo sapere da dove viene quello che cucino”. E quanti chilometri fa ogni mattina per andare a
prendere l’olio buono, il formaggio migliore, la carne dal suo allevatore di fiducia. I salumi no, li fa lui.
Naturalmente, comandano stagione e territorio. In cucina ci sono tutti i Tinari: ma soprattutto c’è Angela, la moglie. Del cibo, lei, fa poesie.
Gioca con gli ingredienti. È “titolare della pasticceria. Ma ecco il menu: la pasta guarda ai classici abruzzesi come i ravioli di burrata allo zafferano d’Aquila o i maccheroni
“mezz’acqua e mezz’ove” al ragù del povero. La carne è protagonista tra i secondi (di pesce c’è solo il baccalà), con in primo piano l’agnello. Ottimi e delicati antipasti (perfetta la
passata di broccoli con foie gras) e dolci. Ampia la cantina.
